ma infatti parlavamo del Veneto.. o almeno, io parlavo di questa regione...
Ti rispondo punto per punto. Sarò rapido e diretto perchè ho pochissimo tempo.
Non prenderlo come un attacco, ma come una "condivisione" del mio pensiero...
- L'innesco del vivo può certamente essere cruento (anche se esistono inneschi no-pain in cui il pesce non viene trafitto)...ma quanto? Non credo sia più cruento che allamare un predatore con 2 ancorette di un artificiale... La pesca è una passione cruenta, in tutte le sue forme. Ed è un maltrattamento gratuito tanto quanto lo è piantare un amo in bocca ad un qualsiasi pesce o verme o essere vivente. E sebbene sembri un controsenso , il diffusissimo Catch and Release, è la più alta forma di maltrattamento gratuito verso un pesce. Almeno chi porta a casa il pesce, lo fa per mangiarlo.
- Se si consente l'innesco dei soli autoctoni, non vedo come possa favorire la diffusione di specie aliene... forse mi sfugge un passaggio
- Che in alcuni ecosistemi siano ancora presenti predatori autoctoni da tutelare non vi è dubbio...ma in un contesto come il fiume Po...di che specie parliamo? Quali predatori autoctoni sono presenti? Tuteliamo dei fantasmi?
- Che venga catturato in grandi quantità non lo so...e non mi sbilancio. Io parlo per me stesso, ma ti garantisco che, quando innescavo pesci vivi, ne innescavo lo stretto indispensabile. E il restante veniva rilasciato incolume. Che poi le mie esche non siano mai state autoctone, forse è un eccezione, ma a giudicare dalle esperienze vissute con amici e dalle foto che vedo, è una filosofia praticamente unanime.
- L'ultimo punto mi lascia davvero senza parole. Lo dico con rammarico...e frustrazione. Educare i ragazzini a rispettare e coccolare una carpa ed un luccio...ed allo stesso tempo insegnargli a sterminare altre specie di pesci con metodi a dir poco fantasiosi...credo sia oltremodo grottesco. Mi ricorda molto qualcosa, ma lasciamo stare. Posso essere d'accordo che alcune specie vadano contenute per limitarne la diffusione...ma in che modo? Si parlava dei famosi bacini di stoccaggio...ma... ci sono? dove? Come faccio a trasportare pesce vivo fino a li? credo di rischiare ben più di una sanzione...
Concludo dicendo che hai ragione. Il GSI è sempre stato lo zimbello di tutti con la propria battaglia dei controsensi... e tu giustamente ne approfitti per sottolinearlo. Federico aveva giustamente detto che "ciascuno ottiene ciò che si merita"... avevo colto allora e ne prendo atto oggi.
E' una domanda che mi si pone spesso: " ma con che coraggio professi di tutelare ogni forma di vita, e di rilasciare siluri, quando poi inneschi un pesce?"
Io parlo per me, non per il GSI.. e rispondo che: "Io non professo una forma di tutela totale sulle forme di vita (anche perchè basta tirare lo sciacquone per fare danni)...ne tantomeno che il siluro diventi una specie da tutelare... Io chiedo solo che il siluro non venga considerato la principale causa dei mali delle nostre acque, perchè c'è di molto peggio in giro, ma non gli si da la giusta importanza... ci si accanisce contro di lui perchè è grosso, brutto e fa molto 'mostro della laguna'... E alla massa piace credere che ci sia un nemico da combattere, anzichè rendersi conto, che lo si vede ogni giorno davanti allo specchio"
Si, fa molto vecchio saggio...e forse a qualcuno fa ridere....ma è il mio pensiero (anche se non sono vecchio e nemmeno saggio
).
Spero di aver chiarito il mio punto di vista...magari si riesce ad intavolare una discussione costruttiva.
Ciao.
Yari, intanto mi fa molto piacere che ti poni nella discussione in maniera dialogante e simpatica, che qua quando si parla di queste cose sembra sempre di essere in guerra.
Punto 1, Sull'innesco del pesce e relativa crudeltà, le leggi non si fanno col relativismo, ma con delle regole stimolate dall'avanzare della cultura e dell'etica.
Per secoli si è andati a caccia usando come richiamo un uccellino accecato appositamente perchè cantasse di più e meglio richiamando i suoi simili, ed era un sistema efficacissimo, la si è ritenuta una pratica crudele ed è stata abolita. Non per questo si è abolita la caccia che continua ad essere praticata, usando come richiamo un fischio registrato, o artificiale o un uccello che ci vede.
La pesca ricerativa è una tradizione che in tutto il mondo viene particata e persino promossa, però tutte le associazioni di pesca in europa e nel mondo si stanno ponendo il problema del pesce vivo, diversi paesi l'han già abolita, in altri è fortemente limitata e il processo avanza.
E' un progresso culturale amio avviso al passo coi tempi, un conto è catturare un pesce e rilasciarlo con tutte le cautele, oppure annoccarlo e metterlo in padella. E un conto è piantargli un paio d'ami del 5/0 e lasciarlo ferito ad agonizzare per ore. La prima è una cosa etica e la seconda è una cosa superata dalla sensibilità del legislatore moderno, la legge ha doveri gestionali e doveri culturali, la violenza e la crudeltà non vanno represse solo nelle loro manifestazioni ma anche nelle loro rappresentazioni.
Punto due, la legge deve essere applicabile e deve essere calata nella realtà, sappiamo benissimo che chi pesca col vivo oggi lo fa con alloctoni in gran maggioranza (anguilla a parte ma quella è già proibita di suo), rodei, pseudorasbore, carassi, bremes, gardons etc. del resto oggi in emilia procurarsi scardole e alborelle è una bella fatica. Gli stessi negozi vendono alloctoni. Il guardiapesca deve oggettivamente stare a distinguere se un gardon in età giovanile non sia invece una scardola con tutte le discussioni del caso. E potendo pescare col vivo e avendo facilità di reperire alloctoni la gente andrebbe comunque con quelli, la legge serve a promuovere fenomeni virtuosi e areprimere quelli dannosi. Tu lo faresti, bene, ma le leggi non si fanno ad personam, io sono 1,90 e peso 100 kg se bevo una bottiglia di vino a cena posso guidare in totale sicurezza, ma se mi fermano la patente me la stracciano lo stesso, le leggi formano anche la cultura e gli stili di vita.
Punto tre, vero i predatori autoctoni sono estremamente rarefatti, ma prprio per questo il tuo discorso va ribaltato, è prprio perchè siamo davanti aun a perdita drammatica di biodiversità che ogni provvedimento atto a tentare di ripristinarla deve essere preso.
Punto 4, se faccio pescare con la scardola è ovvio che quei tre canaletti in una provincia, con ancora un minimo di popolazione originaria, vengon presi d'assalto da chi deve procurarsi le scardole, e anche qua vedi il punto tre, le pescassero per mettere insieme il pranzo con la cena capirei, per attaccarle all'amo no.
Sul punto cinque non ci siam capiti evidentemente sul termine, io ho detto educazione ecologica o ambinatalista se preferisci. Non pietista o animalista. Sennò tiriam su una generazione di monaci buddisti, che non calpestano le formiche. Ecologica vuol dire mettere in condizione le persone di avere una sana sensibilità ambientale, se una bestia è dannosa, senza crudeltà gratuite la si contiene, se una va tutelata la si tutela, sempre in funzione della salute degli habitat. Io credo che in futuro il pescatore debba rendersi credibile nel ruolo di sentinella ambientale e che la pesca debba essere un'attività da sviluppare insieme a una coscienza ecologica.
Sul siluro son d'accordo che non sia la causa di tutti i mali, infatti con la mia associazione insieme ad ARPAV stiam promuovendo corsi per monitoraggio di scarichi ed ecologia fluviale. Con alcuni assessori stiamo cercando di promuovere il reimpianto di siepi bifilari attorno ai fossi che portano ai fiumi per tamponare l'inquinamento agricolo, di cui negli ultimi anni si è comunque quasi dimezzato in molte zone l'uso di nitrati. I contenimenti di alieni invasivi hanno senso solo in alcuni luoghi del reticolo minore ora o in ambienti dove esiste ancora una biodiversità strutturata, per questo dico che si potrebbe parlare di regole che favoriscano il cat fishing in tante acque.
L'ultimo punto, che è quello vero, che dire? Son d'accordo, il fanatismo porta i fanatici all'emarginazione e alla frustrazione, il pragmatismo gestionale li farebbe sedere a tavola con gli altri attori e ottenere risultati.
Vedo che il GSI si sta rifondando come movimento fluido, staremo a vedere come si pongono, spero che i nuovi dirigenti o coordinatori o gruppo di lavoro che dir si voglia siano persone moderate e non conflittuali, disposte al dialogo costruttivo e propositivo con le altre associazioni e gli enti per una gestione che possa portare vantaggi alla propria tecnica di pesca. E sapendo chi sono non ho dubbi che sarà così. E in effetti era ora di voltare pagina.
Questo post è stato modificato da corrado forlani: 29 November 2012 - 11:02 AM