Il persico reale

FAMIGLIA: Percidae
SPECIE: Perca Fluviatilis

NOME NELLE PRINCIPALI LINGUE:
Inglese: Europea Perch
Francese: Perche commune
Spagnolo: Perca
Tedesco: Flussbarsch

pesce persico

MORFOLOGIA
La livrea di questo pesce presenta una serie di striature verticali nere (in un numero che varia dalle 5 alle 8), la livrea di base è di colore verde nella parte superiore degradante via via verso il basso fino ad arrivare al ventre, il quale, a seconda degli ambiante in cui vive, varia da un bianco candido fino ad un giallo oro.
Le pinne ventrali, anale e caudale assumono un colore rossastro più o meno acceso a seconda degli individui.
Sulla parte dorsale del corpo presenta due pinne separate da un piccolo spazio; la prima, quella più vicina alla testa, è costituita da spine che vengono sollevate dal pesce in caso di pericolo; la seconda, verso la coda, è costituita da una struttura “molle”, che può essere comunque sollevata dal pesce.
Sempre relativamente alla pinna dorsale “dura” è curioso notare come la membrana tra le prime due spine e le due membrane tra le ultime tre sono di un nero molto intenso.
Raggiunge una misura media nell’intorno dei 20 cm, anche se si hanno notizie di esemplari di 60 cm per un chilogrammo di peso.

ABITUDINI
Gli esemplari più piccoli hanno abitudini gregarie e si trovano spesso in prossimità dei porti, pali o vicino alla riva, dove riescono a trovare riparo da altri predatori.
Nella fase adulta questo pesce perde l’abitudine gregaria e lo si trova in prossimità del fondale, nascosto tra le alghe, anche se l’habitat da lui prediletto richiede la presenza di manufatti umani oppure di ostacoli sul fondale, dove può trovare rifugio e prepararsi all’agguato. Infatti gli esemplari adulti si cibano anche di piccoli pesci, cosa che non avviene nello stadio giovanile, durante il quale invece si cibano prima di plancton e poi di piccoli invertebrati, quali le larve degli insetti.

RIPRODUZIONE
La riproduzione di questa specie avviene tra aprile e maggio.
Gli ambienti ideali per la deposizione delle uova sono i luoghi con acqua bassa e con ricca presenza di alghe e radici, con una particolare predilezione per i cannetti.
Le uova vengono deposte all’interno di sacche gelatinose distese tra gli ostacoli del fondo; dopo un periodo di circa 2-3 settimane avviene la schiusa.

TECNICHE DI PESCA
Questo pesce lo si può insidiare con numerosissime tecniche, dal galleggiante allo spinning. Vediamole nel dettaglio:

Galleggiante
Per realizzare la montatura ci servirà un galleggiante scorrevole, non eccessivamente leggero,  in quanto utilizzeremo una piombatura abbastanza consistente così da scendere velocemente verso il fondo.
Faremo uso quindi di un galleggiante scorrevole da 5 gr ed inseriremo poi al di sotto di questo una girella di piccole dimensioni così da poter gestire anche gli esemplari più grandi, se saremo così fortunati da prenderli. Nella parte terminale della lenza, utilizzeremo una corona di pallini disposti in ordine crescente verso l’amo, così che la nostra esca scenda abbastanza velocemente verso il fondo. Ricordiamoci di fermarci con la piombatura almeno 25-30 cm prima dell’amo, il quale dovrà essere del 14 e preferibilmente dorato.
Come esca si possono utilizzare i bigattini innescati singolarmente oppure in coppia, anche se l’esca che lo attrae particolarmente è il verme di terra; utilizzando queste esca potremo andare ad aumentare le dimensioni dell’amo in maniera da innescarlo con maggior facilità.
Alcuni pescatori erano soliti utilizzare le sanguisughe, descrivendole irresistibili, anche se oggi questa esca non è molto impiegata probabilmente anche per la difficile reperibilità.
Anche il vivo rappresenta una buona alternativa, anche se le dimensioni non dovranno essere eccessive, utilizzando esemplari di 5-6 cm non di più. Tuttavia se vorremo utilizzare per quest’ultima tipologia è più proficuo optare per una montatura a fondo che troverete di seguito descritta. Per altre info sulla pesca con il galleggiante, cliccare qui.

Fondo
Questa è sicuramente la più semplice da realizzare.
E’  formata da una girella a T detta “ pater noster” e da un piombo nella parte terminale.
Alla girella attaccheremo da un lato la lenza madre e dall’altro uno spezzone di filo, più o meno lungo, a seconda del fondale (un metro sarà un buon compromesso), dove applicheremo il piombo.
Al fusto della T, che ora sarà perpendicolare alla linea del piombo, applicheremo il terminale (20 cm dovrebbero bastare) armato dell’amo che a seconda della nostra esca varierà come detto sopra.
Si può arrivare ad utilizzare anche ami n°8 se utilizziamo i lombrichi o il vivo senza andare a compromettere la nostra esca.
Utilizzando il vivo tenete presente che si può incorrere in qualche luccio, quindi sta a voi decidere se mettere o meno il terminale in acciaio, anche se lo si consiglia vivamente per non rischiare di lasciare nella bocca del malcapitato il nostro amo. Per altre info sulla pesca a fondo, cliccare qui.

Striscio
Utilizzando la tecnica che prevalentemente è stata ideata per i laghetti di pesca sortiva, si possono catturare alcuni esemplari di pesce persico.
Purtroppo questa tecnica non permette di fare grande selezione, e quindi per questo motivo si catturano esemplari di piccolissime dimensioni rischiando così di compromettere le nuove generazioni nella fase di slamatura.
Per insidiarlo utilizzeremo bombarde affondanti, sta a voi decidere la velocità di discesa, per poi sondare a varie profondità la presenza o meno del pesce; una volta trovata l’altezza giusta insistete sempre nella stessa fascia di acqua che le catture si susseguiranno.
Come esca utilizzate il verme di terra, è sicuramente la più adescante. Per altre info sulla pesca a striscio, cliccare qui.

Spinning
Questa tecnica permette in genere di selezionare gli esemplari, anche se capita spesso che il persico, a causa della sua incredibile curiosità, attacchi artificiali prossimi alle proprie dimensioni; non è quindi raro vedere abboccate di persici di 14/15 cm su artificiali di 6.
Le esche da utilizzare sono piccoli cucchiaini e minnow di dimensioni comunque ridotte.
Per quanto riguarda i cucchiaini in genere viene consigliato l’impiego di artificiali di tono rosso/arancio recuperati con un moto costante, sondando i vari strati d’acqua.
Per i minnow si cerca di impiegare imitazioni più o meno fedeli al pesce foraggio raggiungendo al massimo i 6 cm di lunghezza; ottimi risultati si ottengono con un recupero estremamente lento in prossimità degli ostacoli. Per altre info sulla pesca a spinning, cliccare qui.

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