Il pesce gatto

FAMIGLIA: Ictaluridae
SPECIE: Ameiurus Melas

NOME NELLE PRINCIPALI LINGUE:
Inglese: Catfish
Francese: Poisson-chat Commun
Spagnolo: Pez gato
Tedesco: Katzenwelse

pesce gatto

MORFOLOGIA
Cominciando a descrivere questo tipo di pesce, bisogna partire facendo una distinzione fondamentale tra il pesce gatto “nostrano” e quello alloctono, il channel.
Le principali caratteristiche che differenziano il primo dal secondo sono sicuramente il colore, in quanto il primo ha una colorazione corporea tendente al nero ed il ventre varia dall’oro brillante fino al bianco, sempre a seconda degli ambienti in cui vive.
Mentre il pesce gatto alloctono ha una colorazione più uniforme, con una netta predominanza di grigio, variabile da tonalità più scure ad altre meno.
La seconda caratteristica che li differenzia è sicuramente la dimensione che raggiungono, il “nostrano” tende a accrescersi molto meno rispetto al parente alloctono che invece raggiunge dimensioni anche ragguardevoli.
Avendo fatto la distinzione tra le due diverse tipologie che potremo incontrare, passiamo alle caratteristiche che invece li accomunano.
Quella che in assoluto risulta evidente immediatamente è la presenza dei baffi, infatti  ne è munito di 4 paia,  il più sviluppato parte dalle estremità della bocca, il secondo paio nella parte superiore del capo in corrispondenza delle narici, mentre il terzo ed il quarto, nella parte anteriore della mascella.
Analizzando le caratteristiche morfologiche, e più precisamente le pinne, riscontriamo che le due pettorali e la dorsale hanno il primo raggio osseo e abbastanza acuminato.
La testa, compressa e molto larga, è depressa nella parte centrale con gli occhi disposti lateralmente.
Nel maneggiarlo, anche se procederemo con tutta la cautela possibile ci accorgeremo che il corpo è abbondantemente ricoperto da muco, il quale lo protegge andando a sostituire le squame totalmente assenti.
L’autoctono raggiunge i 35/40 cm, per un chilogrammo di peso, l’alloctono invece può raggiungere dimensioni notevolmente superiori arrivando fino a pesare anche 20 kg, anche se in Italia si hanno notizie di esemplari di 10 kg.

ABITUDINI
Gli esemplari più piccoli si muovono in banchi molto compatti, quasi a formare un unico ammasso nero e frenetico, in continuo movimento.
Preferisce acque a lento corso o addirittura ferme con fondali melmosi o ricoperti di alghe.
Ha una notevole resistenza tanto da riuscire a sopravvive anche per ore in acque non ossigenate, ecco perché spesso lo si trova negli stagni e in luoghi dove altre specie non riescono a sopravvivere.
Si ciba di tutto, qualsiasi cosa commestibile, dagli insetti, alle larve, agli avannotti e alle uova di pesce dei quali, va alla ricerca preferibilmente di notte.

RIPRODUZIONE
La riproduzione di questa specie avviene tra Giugno e Luglio e a differenza della maggior parte dei pesci, il pesce gatto depone le uova in una buca scavata sul fondo, una volta deposte vengono custodite da entrambe gli esemplari fino a quando la prole raggiunge la lunghezza di alcuni centimetri.

TECNICHE DI PESCA
Questo pesce un po’ per la sua voracità, lo si può incontrare con quasi tutte le tecniche, andremo ad analizzare la principale con la quale lo si insidia maggiormente.

Fondo
Questa è sicuramente la più redditizia, soprattutto per i laghetti dove spesso lo si trova in abbondanza.
E’  formata da una girella a T detta “ pater noster” e da un piombo nella parte terminale.
Alla girella attaccheremo da un lato la lenza madre e dall’altro uno spezzone di filo, più o meno lungo a seconda del fondale, al termine del quale applicheremo il piombo.
Al fusto della T, che ora sarà perpendicolare alla linea del piombo, applicheremo il terminale (20 cm dovrebbero bastare) armato dell’amo che a seconda della nostra esca potrà variare, anche se tuttavia l’esca che va per la maggiore è il lombrico innescato su ami anche generosi. Per altre info sulla pesca a fondo, cliccare qui.
Come detto sopra, essendo un pesce praticamente onnivoro, lo si può insidiare con un grandissimo range di esche,  l’importante è che se pescherete in acque libere prestiate attenzione alle eventuali limitazione imposte a livello locale.
Lo si può insidiare con eccellenti risultati anche con il galleggiante.

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